Gli IXP al servizio dei territori

resilienza, efficienza e attrattività nel Grand Ouest

L’architettura di Internet è spesso percepita come una nebulosa globale, incentrata su alcuni immensi hub mondiali. Tuttavia, la realtà delle prestazioni e della resilienza delle reti si gioca sempre più a livello locale. I punti di scambio Internet (IXP – Punto di interscambio Internet) regionali si affermano oggi come infrastrutture fondamentali per i territori. In Bretagna e nei Paesi della Loira, tre importanti organizzazioni associative, Breizh-IX, Ouest.Network e l'ultimo in ordine di tempo BrestIX, dimostrano come un approccio locale all’interconnessione trasformi l’ecosistema digitale, attiri le imprese e garantisca la sicurezza dei servizi pubblici.

1. La rivoluzione dell'interconnessione locale

Storicamente, il traffico Internet generato da due utenti situati nella stessa città doveva spesso transitare per Parigi, o addirittura per Londra o Francoforte, prima di tornare al punto di partenza. Questa anomalia topologica, fonte di latenza e di costi inutili, è proprio ciò che gli IXP regionali vengono a correggere.
Un IXP è un’infrastruttura fisica che consente ai fornitori di accesso a Internet (ISP), agli operatori, alle reti aziendali e ai fornitori di contenuti di scambiarsi il traffico a livello locale, su base paritaria (peering). A questo elenco si potrebbero aggiungere anche le imprese locali e i servizi pubblici locali. Come sottolinea l’Internet Society, «gli IXP scambiano il traffico Internet allo stesso modo in cui le piattaforme aeroportuali nazionali e regionali scambiano i passeggeri». .

Modelli associativi complementari

Nel Grand Ouest, questa missione è portata avanti da tre associazioni che, pur condividendo lo stesso obiettivo di abbattere le barriere digitali, adottano modelli adeguati ai propri territori:

  • Breizh-IX A Rennes, l’azienda pioniera punta su una rete capillare di data center nell’area metropolitana [1].
  • Ouest.Network a Nantes, combina lo scambio di traffico (IXP) e l'accesso alla rete (NAP – Punto di accesso alla rete), con una forte componente di sostegno tecnico al settore [2].
  • BrestIX A Brest, la città più giovane, si avvale di una solida partnership pubblico-privata per prepararsi all’arrivo di importanti infrastrutture internazionali [3].

Queste iniziative si inseriscono in un processo nazionale sostenuto da FRNIX (proprietario di France-IX), che coordina un gruppo di lavoro dedicato agli «IXP e ai territori», promuovendo la condivisione di competenze e l’elaborazione congiunta di strategie di interconnessione in Francia [4].

2. Breizh-IX: verso una rete senza precedenti nell’area metropolitana di Rennes

Fondata nel 2017, l’associazione senza scopo di lucro Breizh-IX incarna perfettamente la maturità che può raggiungere un IXP regionale. Gestita interamente da volontari, sotto la guida di Alarig Le Lay, offre un punto di scambio neutrale e aperto a tutti gli operatori di rete (politica di peering aperta).

La strategia di Breizh-IX (AS206165) si basa su una presenza fisica il più possibile vicina agli attori locali, ovvero all’interno dei data center. Attualmente, l’IXP è presente in tre sedi principali:

  • Il data center Cogent a Rennes (dal 2017).
  • Le ProxyCenter TDF a Cesson-Sévigné (dal 2018), collegato di recente tramite una wave 10G [5].
  • Le datapole Ultraedge di Rennes, in fase di implementazione [2].

Ma l’ambizione non si ferma qui. Con la presenza annunciata all’interno del data center NDC (Nation Data Center) prevista per il 2026, Breizh-IX vi installerà un quarto punto di presenza (PoP). Se questo progetto andrà a buon fine, Rennes diventerà il primo agglomerato urbano in Francia a disporre di una rete completa dei propri data center commerciali da un IXP locale.

Questo successo è il risultato di una forte sinergia territoriale. La metropoli di Rennes sostiene attivamente questa iniziativa, in particolare fornendo uno dei collegamenti ottici tra i siti, a dimostrazione della consapevolezza da parte delle autorità pubbliche dell’importanza strategica che questa infrastruttura riveste.

Nel gennaio 2026, l’associazione ha organizzato il suo primo evento comunitario, un «aPEERo» (formato ideato da FRNIX) che ha riunito una sessantina di attori locali in una serata di scambi particolarmente vivace. L’associazione partecipa inoltre attivamente al gruppo di lavoro degli IXP associativi regionali coordinato da FRNIX.

3. Ouest.Network: La promozione del settore a Nantes

A Nantes, l’associazione Ouest.Network sta implementando dal 2020 una piattaforma di interconnessione metropolitana presente nei data center Cogent ed Etix #1 (Carquefou).

Ouest.Network si distingue per il suo duplice ruolo di IXP e NAP. Questa piattaforma di mercato consente non solo di scambiare traffico gratuitamente, ma anche di acquistare o vendere transito Internet e servizi IP, stimolando così la concorrenza locale e la nascita di nuovi fornitori.

Oltre all’infrastruttura tecnica, Ouest.Network, sotto la guida del suo presidente Antoine Nivard, svolge un ruolo fondamentale nel coordinamento della comunità tecnica regionale. L’associazione organizza regolarmente eventi:

  • Sessioni di conferenze tecniche avanzate (ad esempio, sulla resilienza delle reti o sull’evoluzione di Wireshark).
  • Serate di networking per riunire gli attori locali.
  • Un evento annuale organizzato in collaborazione con FRNIX, volto a rafforzare i legami tra il livello regionale e quello nazionale.

L’interconnessione tra i territori è già una realtà tecnica: da agosto 2024, Breizh-IX e Ouest.Network sono interconnessi. Grazie a un collegamento L2L primario da 10G fornito da Free Pro e a un collegamento di backup da 200M (Lugos), i membri dei due IXP beneficiano di una latenza estremamente bassa, pari a soli 3 millisecondi tra Rennes e Nantes, contro i circa 15 millisecondi necessari se il traffico dovesse transitare per Parigi [6].

4. BrestIX: la leva strategica della punta della Bretagna

Ultimo nato dell’ecosistema, BrestIX dimostra come un IXP possa nascere da una forte volontà istituzionale. Questo progetto ha visto la luce grazie al contributo determinante del Comune di Brest e della Camera di Commercio e dell’Industria (CCI).

A differenza di alcuni IXP che nascono in un’unica sede, BrestIX si è strutturato fin dall’inizio attorno a tre punti di presenza distribuiti nell’area metropolitana: BrestIX 1 (Coat Ar Gueven – Brest), BrestIX 2 (Kergaradec – Gouesnou) e BrestIX 3 (Kergonan Nord – Brest). Questa architettura multisito, adottata sin dal lancio, testimonia una visione ambiziosa e una reale volontà di collegare in rete il territorio di Brest.

BrestIX funziona anche come NAP (Network Access Point), ovvero una piattaforma di mercato in cui i membri possono acquistare e vendere servizi di telecomunicazione. Vi si trovano già, ad esempio, servizi di transito IP Cogent a 1 Gbps o porte France-IX. Il mercato offre inoltre un collegamento LAN-to-LAN Brest–Rennes a 1 Gbps, che consente di raggiungere i data center di Rennes (Netcenter, Cogent o TDF) dove è presente Breizh-IX. Questo collegamento diretto tra le due città, disponibile sin dal lancio di BrestIX, illustra concretamente la complementarità tra i due IXP bretoni.

L'associazione partecipa inoltre attivamente al gruppo di lavoro degli IXP associativi regionali coordinato da FRNIX e co-organizzerà un aPEERo a novembre per promuovere il peering locale. Gabriel Francheteau, ex presidente e membro molto attivo, si occupa della comunicazione esterna.

La posta in gioco per Brest va ben oltre i confini metropolitani. La città si appresta a diventare un crocevia nevralgico di Internet a livello europeo grazie al progetto Celtic Interconnector. Questo cavo sottomarino di 575 km, la cui entrata in servizio è prevista per il 2028, collegherà direttamente la Bretagna (La Martyre) all’Irlanda (Knockraha, vicino a Cork) [7].

Oltre alla sua funzione primaria di trasporto di energia elettrica (700 MW), il Celtic Interconnector integra un collegamento di comunicazione in fibra ottica. Dal punto di vista tecnico, l’impianto comprende «un modulo composto da 2 tubi in polietilene (PE) per la potenza (con un diametro di 225 mm), 3 tubi in PE per la fibra ottica e 2 tubi in PE di riserva».» [8]. Questo collegamento diretto rappresenta un importante cambiamento di paradigma: consentirà di collegare direttamente l’area di Brest agli immensi data center irlandesi (che ospitano le infrastrutture di Apple, Meta e Google e gestiscono circa 70% del traffico europeo [10]), senza dover transitare dal Regno Unito, aggirando così le complessità legate alla Brexit.

Tuttavia, la realtà economica di queste infrastrutture sottomarine impone una certa cautela riguardo al loro utilizzo immediato per il peering. Infatti, il costo di un collegamento sottomarino a 10G è estremamente elevato, pari a diverse migliaia di euro al mese, rispetto a un collegamento terrestre con la stessa velocità che si aggira intorno ai 500 € al mese. Al momento del lancio, questa infrastruttura offrirà quindi un servizio «di altissimo livello» destinato agli operatori che hanno un’esigenza fondamentale di guadagnare preziosi millisecondi di latenza. La diffusione di questi collegamenti avverrà in una fase successiva, man mano che la concorrenza si affermerà in questo segmento.

BrestIX si posiziona tuttavia come il punto di accesso ideale per distribuire questo traffico sul territorio francese, rafforzando notevolmente l'attrattiva della punta della Bretagna per gli operatori del settore digitale nel medio e lungo termine.

5. Resilienza, data center e attrattività: le sfide per i territori

Lo sviluppo di questi tre IXP mette in luce diverse questioni fondamentali per la pianificazione digitale del territorio.

La sinergia con i data center e le reti di trasporto

Gli IXP e i data center intrattengono un rapporto simbiotico. Un IXP ha bisogno di data center neutrali per ospitare le proprie apparecchiature e quelle dei propri membri. Viceversa, la presenza di un IXP in un data center ne aumenta notevolmente il valore.

Tuttavia, per collegare questi punti, l’ecosistema si avvale di una fitta rete di operatori di infrastrutture ottiche. La Bretagna presenta un’interessante particolarità topografica: l’assenza di autostrade a pedaggio limita la presenza di alcuni operatori nazionali che solitamente installano le loro fibre lungo tali assi. D’altra parte, il territorio beneficia delle competenze di potenti attori alternativi:

  • Terralpha (filiale di SNCF Réseau), che sfrutta i 20.000 km di fibra ottica che costeggiano le linee ferroviarie per offrire capacità fino a 800 Gbps ][9].
  • IELO, operatore B2B indipendente, che nel 2026 ha completato l'implementazione della propria rete in fibra dedicata (FTTO) in 10 agglomerati urbani della Bretagna, avvalendosi in particolare della rete stradale nazionale [10].
  • Arteria (filiale di RTE), che gestisce la fibra ottica installata sui tralicci dell'alta tensione della rete elettrica [11].
  • Nexloop e gli operatori storici (Orange, SFR), che completano questa rete fondamentale.

È proprio questa varietà di percorsi ottici che consente di creare un vero e proprio ecosistema locale resiliente, in cui operatori locali, nazionali e internazionali possano interconnettersi facilmente.

Uno strumento di resilienza per i servizi pubblici

In un contesto in cui le minacce informatiche e i guasti sistemici sono in aumento, la resilienza delle reti è diventata una priorità per la sicurezza nazionale [12]. Gli IXP regionali fungono da «cuscinetto» in caso di crisi. Se un collegamento nazionale verso Parigi dovesse interrompersi, il traffico locale (ad esempio, tra un ospedale di Rennes e la prefettura) continuerebbe a funzionare purché queste due strutture siano correttamente collegate all’IXP.

I servizi pubblici, gli enti locali e le strutture sanitarie hanno quindi un interesse strategico fondamentale ad allacciarsi a queste infrastrutture per garantire la continuità dei propri servizi critici, indipendentemente dalle incognite della rete globale.

Un motore di attrattività economica

Infine, la qualità delle infrastrutture digitali è diventata un criterio determinante nella scelta della sede da parte delle imprese. Grazie a tempi di latenza ridotti, una larghezza di banda ottimizzata e costi di transito contenuti, gli IXP regionali offrono alle imprese locali gli stessi vantaggi di cui godono quelle con sede nelle grandi capitali europee.

L’interconnessione prevista tra BrestIX e Breizh-IX entro la fine del 2027 completerà la realizzazione di una vera e propria «rete dorsale » bretone, in grado di competere con le migliori infrastrutture europee e che offrirà alle aziende tecnologiche un ottimo motivo per insediarsi o rimanere nel Grand Ouest.

[1] Breizh-IX. «Presentazione dell'associazione».https://www.ix.bzh/

[2] Ouest.Network. «Gli IX dell’Ovest in rete». https://ouest.network/ Ouest.Network. «Gli IX dell’Ovest in rete». https://ouest.network/

[3] BrestIX. «Potenzia le tue prestazioni digitali con il nuovo GIX di Brest Métropole». http://brestix.bzh/

[4] FRNIX. «I gruppi di lavoro – IXP e territori». https://frnix.org/en/activites/groupes-de-travail/

[5] Breizh-IX. «Aggiornamento della wave TDF/Cogent a 10G». 12 aprile 2025

[6] Breizh-IX. «Collegamento con Nantes». 21 agosto 2024

[7] EirGrid. «Celtic Interconnector – Aggiornamenti sul progetto». Luglio 2025

[8] Eiffage. «Per conto di Nexans, Eiffage Energie Systemes partecipa alla realizzazione dell’interconnessione elettrica tra l’Irlanda e la Francia». 28 aprile 2026.

[9] Terralpha. «La banda ultra larga al centro dei territori».https://terralpha.fr/

[10] ITRnews. «ielo completa la propria rete in fibra ottica dedicata in Bretagna». Gennaio 2026.

[11] Arteria. «Fibra nera e capacità».

[12] FRNIX. « IXP: un’infrastruttura fondamentale, non una moda passeggera« . 21 maggio 2024.

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